EPIFANIA 

VOIA DE PASQUA IN MERICA

Luigina Bigon

 

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EPIFANIA

 

Profuma di neve

l’aria che mi avvicina

allo spirito. Balbetto parole.

La Chiesa di Cristo

innalza il pinnacolo

vedo schiere di Santi

forgiarsi

in questo crogiolo.

Riposo

sulla tenda immacolata

e non vorrei finisse

l’ampiezza dello sguardo

che sublima.

Le querce raccolgono

Vangeli nei lunghi anni

quando erravano ancora

nelle praterie i primi coloni.

Un pensiero indiano ora

mi attraversa, un pellerossa

con il suo cavallo

piume al vento,

la grande distesa di neve

e l’aereo che romba a ponente.

Anch’io attraverso il tempo/spazio

per elevarmi alla bellezza.

Respiro l’incenso sottile

mentre la folgore m’investe.

 

©Bigon Luigina

Hammond, 6.1.2002 – 12,25

 

 

VOIA DE PASQUA IN MERICA

 

No’ voio dii inbroioni

ne strigossi ne la me casa,

ma solo el Resusità!

Camino

tra groeji e sfalti

cavo la forsa dal piè

che me sc-ica.

El giasso sc-ioca

soto e me scarpe

e me diverto, torno

putea. Me riva

el odore dei canpi

de me nona,

respiro le violete dei me tenpi

Pasqua co’ le fugasse

le ràcole che ràcola

el vestito novo

la messa cantà

la ciesa piena de putei.

 

©Luigina Bigon

Hammond, Kennedy Avenue - 4.2.2002 , h 12,06

 

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La l tra due vocali non va letta, es. violete = vioete; la - le = eà / é.

 

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